Henna: origine e uso di una pianta antica

Siamo tutti a conoscenza della tinta luminosa chiamata comunemente hennè, un preparato che si ricava dalla pianta Henna da cui trae il suo nome. In questo articolo ci occuperemo proprio della sua origine e del suo utilizzo come fonte di sostanza benefica, curativa e protettiva da parte di popoli che fin da tempi assai remoti cominciarono a diffonderne le proprietà e gli impieghi.

Il nome botanico di questa pianta è Lawsonia inermis, e deriva dal nome del medico botanico inglese John Lawson che la descrisse in un libro pubblicato a Londra nel diciottesimo secolo; inermis invece si riferisce al fatto che spesso la pianta è priva di spine.

Questa pianta è originaria dell’Africa nord-orientale e ancora oggi fra i maggiori produttori troviamo paesi come la Tunisia, l’Egitto, il Sudan e l’Arabia Saudita. In effetti, il nome Henna, quello con cui è maggiormente conosciuta, è arabo e rimanda all’impiego di questa pianta da parte di culture arabe-islamiche, che la utilizzano ancora oggi non solo per decorare il corpo (in caso di cerimonie, matrimoni o particolari rituali) ma anche come rimedio contro vari problemi legati alla pelle (infiammazioni, ematomi, foruncoli o herpes) grazie alle sue proprietà astringenti e antisettiche. Per questo risulta un buon tonico per la pelle di tutto il corpo, compresa la cute, dove riduce la produzione di forfora.

Ibisco: i fiori che vivono solo un giorno

Esiste una pianta dalla curiosa particolarità di possedere l'”effimero” e il “durevole” come propria caratteristica: stiamo parlando dell’Ibisco (nome scientifico Hibiscus), che presenta una fioritura duratura, persistente, che ricopre tutta la stagione estiva, ma che è costituita da fiori la cui vita dura appena 24 ore, davvero fugace.

L’ibisco si presenta come un arbusto che può raggiungere persino i 4 m di altezza, ricco di fiori dalle svariate tonalità, che ravvivano le siepi e i giardini d’estate. Il valore ornamentale di questa pianta risiede proprio dalla lunga durata e dall’accattivante forma dei suoi fiori, dalla loro ampia dimensione e dal piacere dei cromatismi della corolla, costituita da petali che presentano, dalla base verso l’apice, una colorazione a sfumare.

Cos’è il Telefono rampicante?

Tra le piante dai nomi strani dobbiamo menzionare il Telefono rampicante: infatti forse non tutti sanno che dietro ad un nome così particolare si nasconde una varietà di pisello rampicante.

Il nome botanico completo di questo ortaggio è Pisum sativum varietà Telefono rampicante, e si presenta come una pianta rampicante altra circa 160-180 centimetri, caratterizzata da un baccello di colore verde, lungo 12 centimetri contenente 8 grani tondi e rugosi. 

In cucina questo legume può essere consumato fresco oppure cotto, o ancora, essere usato per preparare zuppe, frittate o per arricchire contorni. Il Telefono rampicante contiene diverse vitamine, soprattutto quelle appartenenti al gruppo A, B e C, è ricco di fosforo, potassio e di altri minerali; contiene pochi grassi e poche calorie e risulta più digeribile rispetto ad altre leguminose perché contiene meno amidi.

I fiori in cucina: liquore alla camomilla

La camomilla, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, svela nell’etimologia del nome le sue capacità curative e caratteristiche: il nome, infatti, deriva dal greco Chamomilla che significa “umile, piccola mela”, per la dolce fragranza simile a quella della mela Ranetta (nella traduzione spagnola del termine, menzanilla, piccola mela, l’etimologia è maggiormente evidente); mentre il nome del genere, Matricaria, proviene dal latino Matrix che significa “utero”, e fa riferimento al potere calmante della camomilla, ingerita sottoforma di infuso, in caso di dolori menstruali.

Di questa pianta infatti vengono raccolti normalmente i fiori, con i quali si preparano infusi notoriamente conosciuti per l’effetto rilassante e leggermente sedativo. Oltre all’utilizzo per somministrazione orale, la camomilla può essere impiegata in preparati per impacchi, colliri e colluttori.

Marzo, i lavori nell’orto e nel giardino secondo il calendario lunare

Il lungo e freddo inverno sta battendo gli ultimi colpi e tra un po’ la terra comincerà a risvegliarsi, regalandoci i colori ed i profumi tipici della primavera. Il rischio delle ultime gelate non è ancora scongiurato, ma intanto questo non significa che non possiamo dedicarci a qualche lavoro all’aria aperta, in attesa della piena ripresa vegetativa. Nel mese di marzo, infatti, sono parecchie le operazioni da compiere nell’orto e nel giardino, seguendo il calendario lunare, in modo da ottenere risultati migliori nelle prossime stagioni. E allora andiamo a scoprire quali sono le fasi lunari nel mese di marzo 2011:

  • Ultimo quarto (Luna Calante) il 1° marzo
  • Luna Nuova il 4 marzo
  • Primo quarto (Luna Crescente) il 13 marzo
  • Luna Piena il 19 marzo
  • Ultimo quarto il 26 marzo

Come allontanare le talpe dal giardino

Le talpe sono animaletti sicuramente utili nell’economia del giardino, essendo in grado di eliminare insetti, vermi e piccoli rettili. In generale si può dire che siano anche roditori simpatici e graziosi da vedere, ma la simpatia e l’utilità non sono sufficienti ad evitarci arrabbiature quotidiane per via dei danni che procurano al nostro giardino, orto o prato che sia.

La loro occupazione principale, infatti, è quella di scavare lunghe gallerie nel sottosuolo, che rovinano le radici delle nostre piante e formano dei vistosi ed antiestetici cumuli di terra sul manto erboso. Per evitare problemi di questo tipo, occorre risolvere il problema in modo definito, sfrattando le talpe dalla nostra proprietà. Ma come fare per allontanare le talpe dal giardino?

Febbraio, i lavori nell’orto e nel giardino secondo il calendario lunare

Il freddo condiziona ancora le nostre giornate, ma gli amanti del giardinaggio sanno perfettamente che anche nel periodo invernale – e nel mese di febbraio nella fattispecie – ci sono diversi lavori da effettuare nell’orto e nel giardino, se si vuole godere della bellezza della natura nel momento della ripresa vegetativa. Non rimandiamo ulteriormente i doveri verso la nostra cara terra e regoliamoci come sempre con le fasi della luna per compiere questa o quella operazione. E allora diamo un’occhiata al calendario lunare del mese di febbraio:

  • Ultimo quarto: il 1° febbraio (Luna calante)
  • Luna nuova: il 3 febbraio
  • Primo quarto: l’11 febbraio (Luna crescente)
  • Luna piena: il 18 febbraio
  • Ultimo quarto: il 25 febbraio (Luna calante)

Le piante coloranti

Fiori per decorare il nostro giardino, alberi maestosi per creare zone d’ombra, piante arbustive per erigere siepi e barriere naturali tra noi ed il mondo esterno, erbe per aromatizzare i nostri piatti: la natura ci offre molte soluzioni per la nostra vita quotidiana, adattandosi perfettamente alle più svariate esigenze. E tra i molteplici utilizzi di piante, erbe e fiori non possiamo dimenticare quello colorante, uno dei più antichi ed al tempo stesso estremamente moderno, nonostante la diffusione di prodotti chimici alternativi.

Per quanti passi avanti possa fare la scienza, infatti, è ancora la natura ad offrirci la più ampia gamma di colori utilizzabili nella colorazione dei tessuti, sia che si tratti di lana o seta, facili da tingere in modo naturale, sia che si tratti di cotone, per tingere il quale è necessario un trattamento specifico con il mordente. In queste poche righe non vi daremo indicazioni riguardo alle varie tecniche di tintura (riservandoci magari di trattare l’argomento in un capitolo a parte), ma ci limiteremo a segnalare qualche pianta utile per la colorazione dei tessuti in modo naturale.

Metodi di conservazione della frutta, congelamento con lo zucchero

Congelare la frutta con l’aggiunta di zucchero

La frutta congelata con l’aggiunta di zucchero può essere utilizzata in un secondo momento per la preparazione di confetture e marmellate. Questo metodo di conservazione della frutta è particolarmente adatto a frutti piccoli, dalla polpa morbida. La frutta però in questo caso può essere conservata solo in contenitori rigidi e non in sacchetti, come abbiamo visto a proposito del cosiddetto metodo di congelazione della frutta al naturale.

Vediamo come fare:

Gelatina ai fiori, la ricetta

Alzi la mano chi da bambino non ha mai sgranato gli occhi di fronte ad una gelatina. Un piatto fresco e delizioso, che le nostre mamme preparavano utilizzando della frutta fresca, per allietare il momento della merenda e convincerci a consumare pere, mele, fragole, arance

Ma lo sapevate che la gelatina può essere preparata anche con i fiori? Ebbene sì, perché molti “inquilini” dei nostri vasi o del giardino sono assolutamente commestibili e possono essere utilizzati per preparare dei piatti deliziosi, come appunto la gelatina di fiori. Come procedere nella preparazione e quali fiori usare per le nostre gelatine? Lo scoprirete subito dopo il salto, dove troverete anche una facile ricetta per la preparazione di un dolce dal sapore unico, utile sia per la merenda dei vostri bambini che come dessert alla fine del pranzo.

Le erbe lassative e purgative

Le festività natalizie sono ormai un lontano ricordo ed il nostro intestino dovrebbe aver ripreso tutte le proprie funzionalità, lontano da panettoni e torroni, cenette e spuntini. Ma ci sono altri periodi dell'anno in cui il nostro fisico, in particolare l'apparato digerente, può essere sottoposto a stress di ogni tipo, non necessariamente legato all'abbuffata dei giorni di festa.

Può dunque essere utile purgare l'intestino e ripristinare il correttamente le sue funzioni, per ritrovare poi la gioia di mangiare senza per questo essere afflitti da dolori e fastidi vari. Perché allora non chiedere aiuto alle erbe lassative e purgative? Come sempre, vi invitiamo a consultare il medico di famiglia, laddove i sintomi fossero gravi, utilizzando la cura con le erbe solo come coadiuvante della medicina tradizionale.

Cucina con i fiori: il risotto ai petali di rosa

Oggi torniamo a parlare di cucina con i fiori con un piatto delicato e gustoso, ovvero il risotto ai petali di rosa. La rosa, regina indiscussa dei giardini di tutto il mondo, diventa protagonista, in questa ricetta, di un risotto dal sapore veramente particolare.

Le rose, di cui abbiamo più volte parlato qui su Pollice Green, comprendono circa 150 specie, moltissime varietà e ancora di più ibridi e coltivar. Oltre al suo uso come pianta da giardino o come fiore reciso, la rosa è molto usata anche in altri campi: i suoi petali sono estremamente versatili e vengono usati dalle aziende profumiere e cosmetiche, oltre che come pianta medicinale per le proprietà astringenti dei suoi petali, quelle sedative e calmanti dei frutti e quelle antidiarroiche delle foglie; a scopo alimentare la rosa è utilizzata per realizzare dolci, primi e secondi piatti e liquori.

Dal punto di vista della coltivazione, la rosa è una pianta che si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno, purché ben concimato e profondo; la cura più importante da riservare alle rose è la potatura che deve essere effettuata all’inizio della primavera o alla fine dell’estate dopo la fioritura, a seconda della specie o dell’età della pianta.

Le piante balsamiche

Tosse, naso chiuso, malattie da raffreddamento: i malanni tipici della stagione invernale stanno mettendo a letto una buona fetta di popolazione, complice l’abbassamento delle temperature ed il diffondersi di virus che girano indisturbati in questo periodo dell’anno. Mettersi a letto con la borsa dell’acqua calda potrebbe non bastare per guarire da tali malanni, così come non potrebbe essere sufficiente la sola medicina tradizionale. E allora perché non affiancare a quest’ultima l’utilizzo di piante balsamiche?

In natura esistono diverse piante con proprietà balsamiche, capaci cioè di difenderci dagli attacchi degli agenti atmosferici e di ripristinare il corretto funzionamento delle mucose, alleviando così i fastidi dovuti alla malattie da raffreddamento. Di seguito trovate una breve lista di piante balsamiche, così da pote scegliere quale scegliere per curare i vostri piccoli, grandi mali, fermo restando che in caso di patologie serie occorre rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Le piante con proprietà febbrifughe

L’inverno è entrato nel vivo, portandosi dietro il solito carico di freddo. E con l’abbassamento delle temperature arrivano anche gli immancabili malanni di stagione, primo fra tutti l’influenza, caratterizzata da tosse, raffreddore, dolori articolari e – soprattutto – febbre. Non esiste purtroppo una panacea per tutti i mali, ma possiamo almeno limitare l’innalzamento della temperatura corporea curandoci con le nostre amiche piante.

Questo non significa che possiamo fare a meno di antibiotici ed antipiretici o evitare di consultare un medico, ma solo che le piante possono aiutarci a guarire più in fretta, magari associate alla medicina tradizionale. E allora andiamo a vedere quali sono le piante con proprietà febbrifughe, quelle cioè che aiutano a combattere gli stati febbrili, abbassando notevolmente la temperatura corporea.