Funghi delle piante, sclerotinia

La sclerotinia è una malattia delle piante che ne colpisce tutte le parti: fusti, foglie, frutti, fiori, radici e tuberi. Il fungo responsabile (Sclerotinia sclerotiorum) vive nel terreno ed attacca soprattutto le colture di soia, girasoli, colza, pomodori, patate, carciofi, sedani, leguminose in genere e cucurbitacee. Può tuttavia fare la propria comparsa anche sugli alberi da frutto (vite, mandorlo, pesco, susino e agrumi) e non disdegna le piante ornamentali. La malattia si manifesta con la comparsa sui fusti di chiazze cotonose biancastre su cui su formano dei piccoli corpi più scuri, i cosiddetti sclerozi, e la sua insorgenza è favorita da irrigazioni troppo frequenti e bruschi abbassamenti di temperatura.

Più precisamente, mentre su radici, bulbi e tuberi la sclerotinia si manifesta con rigonfiamenti neri, muffa biancastra e marciumi, sui rami e sul fusto  essa causa lo sviluppo di escrescenze dalla quali fuoriesce del liquido appiccicoso e la comparsa dei corpi scuri già descritti; le foglie invece sviluppano la muffa sulla pagina superiore e cadono dopo essersi completamente disseccate. Stessa sorte tocca ai fiori, mentre i frutti marciscono dopo avere sviluppato sulla propria superficie chiazze cotonose di forma circolare.

Parassiti delle piante, il grillotalpa

Il grillotalpa (Gryllotalpa gryllotalpa) è un insetto dell’ordine degli Ortotteri. Gli esemplari adulti raggiungono una lunghezza di 4-5 cm, si presentano di colore rosso scuro e sono dotati di ali. Le zampe anteriori, molto robuste e denticolate, rappresentano l’arma con la quale questo curioso insetto (ma forse tutti gli insetti lo sono) reca danno alle nostre piante; di queste infatti si serve per scavare gallerie nel terreno, provocando, di conseguenza, la rottura delle radici che incontra sul proprio cammino.

Non c’è praticamente limite alla vegetazione che il grillotalpa può investire; questo insetto terricolo agisce infatti dovunque trovi un terreno sciolto, umido e torboso che si tratti di prati, orti o aiuole. La sua presenza si manifesta con la comparsa di gallerie superficiali piuttosto grosse e danneggiamenti alle radici delle piante a livello del colletto. Dopo l’accoppiamento, che avviene in Giugno, le femmine depongono, a 20 centimetri di profondità, 200-300 uova all’ interno di un involucro piuttosto voluminoso e di forma sferica.

Le potature mese per mese

Come sa bene ogni giardiniere esperto, la potatura degli alberi è un’operazione piuttosto delicata che bisogna saper fare nei modi e nei tempi giusti. Potare un albero o un arbusto in maniera approssimativa nel periodo dell’anno sbagliato può infatti arrecargli considerevoli danni, conducendolo persino alla morte. Mentre per le modalità di potatura più adeguate per ciascuna specie vi rimandiamo alle apposite risorse nel blog, di seguito vi forniamo un sintetico calendario delle potature.

Potature di Gennaio

Gennaio è il mese giusto per potare meli e peri ma anche uva spina, ribes e lampone.

Potature di Febbraio

A Febbraio è possibile potare alberi di albicocche, susini e viti. I lamponi a fruttificazione autunnale vanno potati a pochi centimetri da terra.

Potature di Marzo

Il mese di marzo è quello giusto per la potatura degli agrumi (a fine raccolta), dei peschi e dei kiwi.

Coltivare le erbe aromatiche in casa

Le piante aromatiche che si mantengono di dimensioni contenute (erba cipollina, prezzemolo, santoreggia, maggiorana, basilico) possono benissimo essere coltivate in casa all’interno di cassette per davanzali o di vasi circolari del diametro di 12-14 centimetri. Cosa c’è di più bello infatti che cogliere direttamente dalla pianta quella fogliolina di basilico che poi useremo per guarnire il sugo? Tuttavia, al contrario di quanto si crede comunemente, il luogo più adatto per la loro coltivazione non è il davanzale interno della finestra o una mensola in cucina, ma all’interno di una stanza luminosa e non troppo umida in prossimità di una finestra o di una porta a vetri.

Questo periodo è il più indicato per trasferire in vaso alcune delle aromatiche perenni che durante l’estate sono state coltivate in giardino, in piena terra: salvia, erba cipollina, maggiorana e menta. Lo stesso può essere fatto con il prezzemolo, anche se è maggiormente opportuno per questo eseguire l’operazione inversa, ossia coltivarlo direttamente in vaso a giugno per poi trasferirlo in casa all’arrivo dei primi freddi. Le cassette o i vasi dovranno però essere riempite con del terriccio molto ricco per ottenere risultati simili a quelli ottenuti all’aria aperta.

Ottobre, riproduciamo per talea le erbe aromatiche

La gran parte delle erbe aromatiche, annuali e perenni, possono essere riprodotte per seme; tuttavia, per ottenere nuovi esemplari è possibile procedere alla moltiplicazione per talea. Le talee, che possono benissimo essere prelevate in questo periodo dell’anno, andranno poste a radicare in vasetti o in un cassone da giardino riempiti con un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali o con del buon terriccio per semina. Per favorire la radicazione è possibile immergerne la base in polvere radicante prima dell’impianto. Se decidete di mettere le talee a radicare in vaso copritelo con un telo di plastica e sistematelo in casa sul davanzale di una finestra.

Vediamo adesso come scegliere il tipo di talea più adatto in base alla specie di pianta aromatica che vogliamo moltiplicare:

Talee con nodo

La talea con nodo è indicata per la moltiplicazione di maggiorana e rosmarino; tagliate, subito sotto un nodo, una talea lunga 7-10 centimetri (a partire dall’apice del fusto). Eliminate qualche fogliolina basale e l’apice stesso. Sistemate più talee in vasi larghi almeno 8 centimetri e annaffiate. Quando le piantine si saranno ben radicate (dopo circa un mese) rinvasatele singolarmente in vasi della stessa dimensione.

Fiori da piantare in autunno

Tra i fiori da seminare in autunno perchè rallegrino il giardino con la propria fioritura anche durante l’inverno troviamo, oltre a primule e viole del pensiero, delle quali vi abbiamo già detto, il garofano dei poeti e la calendula. Mentre il primo si contraddistingue per essere particolarmente resistente al freddo, la seconda può essere coltivata con successo durante i mesi più freddi solo nelle zone climatiche in cui le temperature non si fanno eccessivamente rigide.

Di seguito troverete una breve descrizione di entrambi, mentre per suggerimenti più approfonditi circa le cure colturali di cui necessitano vi rimandiamo agli appositi post, che troverete seguendo i link.

Viole e primule, è il momento di piantarle

Il mese di ottobre, ormai prossimo, rappresenta il momento ideale per piantare le primule e le viole del pensiero. Procedendo alla semina in questo periodo infatti potremo godere della loro fioritura per tutto l’inverno e fino agli inizi della primavera.

Le primule

Le primule sono piante erbacee perenni originarie di Europa, Asia e Nord America. Al genere (fam. Primulacee) appartengono oltre cinquecento specie coltivabili sia come piante da giardino che come piante da appartamento a seconda della specie. Anche se vengono tradizionalmente ritenute i fiori che preannunciano la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, la gran parte delle specie di primule sono piuttosto resistenti al freddo e possono essere seminate già in autunno purchè in posizione riparata e luminosa. Nel caso scegliate di coltivarle in casa abbiate cura di tenerle lontane da termosifoni e altre fonti di calore.

Erbe medicinali, la gramigna

La gramigna (Agropyron repens), da sempre considerata nulla più che un’erbaccia infestante, è in realtà una pianta erbacea dalle indiscutibili proprietà medicinali. Nota anche con i nomi comuni di dente canino e grano delle formiche, la gramigna può raggiungere un’altezza pari a un metro e mezzo ed è caratterizzata da lunghi rizomi dai quali si dipartono i fusti eretti dotati di foglie strette e piatte di colore verde che si presentano ricoperte da una fitta peluria; verdi sono anche i fiori, che crescono raccolti in spighe da giugno a settembre.

In virtù del suo contenuto di saponine, mucillagini e sali minerali, alla gramigna vengono attribuite soprattutto proprietà depurative, diuretiche ed emollienti. In particolare, grazie alla sua azione diuretica, la gramigna si rivela utile come coadiuvante, sotto stretto controllo medico, nella cura di problemi di salute quali cistititi, prostatiti e calcoli renali oltre che per il trattamento della ritenzione idrica e degli inestetismi della cellulite, ma trova largo impiego anche come antinfiammatorio, antidolorifico, espettorante e febbrifugo.

Erbe medicinali, l’equiseto

L’equiseto (Equisetum arvense), noto anche con il nome comune di coda di cavallo o coda cavallina, è un genere di piante che cresce spontaneo nel sottobosco, vicino a corsi d’acqua e piccoli ruscelli. E’ caratterizzato da un fusto eretto e segmentato di colore verde o marrone dal quale si dipartono lateralmente i filamenti di colore verde ai quali la pianta deve la propria denominazione popolare.

All’equiseto vengono riconosciute proprietà medicamentose come rimineralizzante, disintossicante, diuretico e coagulante. In particolare, questa pianta medicinale deve la propria azione rimineralizzante all’elevato contenuto di silicio, minerale che, insieme a calcio e magnesio, contribuisce all’accrescimento osseo; sempre al silicio deve la propria efficcacia disintossicante, mentre stimola la diuresi in virtù del proprio contenuto di sali di potassio, flavonoidi e saponine (equisetonina).