Amazzonia

Arriva il clima ipertropicale in Amazzonia: gli ultimi aggiornamenti

L’Amazzonia sta scivolando verso una condizione climatica senza precedenti nella storia recente del pianeta. Non siamo più di fronte a un semplice aumento delle temperature, ma a una transizione verso uno stato ipertropicale. Uno studio pubblicato su Nature nel dicembre 2024 avverte che, entro il 2100, vaste zone della foresta pluviale potrebbero subire fino a 150 giorni di siccità estrema all’anno, con periodi secchi che inizieranno a erodere persino la stagione delle piogge.

Amazzonia
Amazzonia
spegnimento riscaldamento 2026

Spegnimento riscaldamento 2026 in Italia: nessuna proroga ed app inutili

Ancora una volta voci sullo spegnimento riscaldamento 2026 in Italia, ma non c’è alcuna proroga da prendere in esame oggi, con app inutili sparse. Si parla tanto in questi giorni di spegnimento riscaldamento 2026 in Italia, visto che nel corso delle prossime ore arriveremo al termine definitivo oltre il quale per questo scorcio di stagione non potremo più usufruire del servizio in questione.

Dunque, dopo aver analizzato più da vicino l’avvio delle operazioni per la stagione invernale, stando al nostro articolo pubblicato in pieno autunno 2022, ora tocca fare un altro step per gli utenti interessati. Soprattutto in relazione a coloro che vivono in aree dove ancora oggi è possibile usarlo. Chiaro il riferimento alle zone dove tendenzialmente si registrano temperature più basse.

spegnimento riscaldamento 2026
spegnimento riscaldamento 2026
Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026

L’impatto ambientale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 erano state presentate al mondo come il modello definitivo di “sostenibilità”. Tuttavia, a ridosso dell’evento, la realtà documentata dalle immagini satellitari e dalle inchieste di Altreconomia e del Fatto Quotidiano racconta una storia di profonda trasformazione ambientale e di costi fuori controllo.

Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026
Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026
degrado ambientale

Possibile cambio di rotta da registrare sul degrado ambientale nel 2025

Nonostante le persistenti sfide climatiche, il 2025 si è rivelato un anno di straordinaria resilienza per il nostro pianeta. Il WWF ha acceso i riflettori su cinque traguardi fondamentali che dimostrano come la sinergia tra governi, scienza e comunità locali possa invertire la rotta del degrado ambientale. Questi successi non sono solo vittorie simboliche, ma pilastri su cui costruire un futuro più sostenibile.

degrado ambientale
degrado ambientale
tendenza climatica

Approfondiamo la tendenza climatica di fine 2025

Il mese di novembre ha confermato una tendenza climatica già osservata in ottobre, caratterizzata da una sostanziale continuità sia sotto il profilo termico che pluviometrico. Secondo i dati rilevati dalla rete dell’Aeronautica Militare ed ENAV, la temperatura media nazionale ha fatto registrare uno scarto di -0.2°C rispetto al trentennio 1991-2020.

tendenza climatica
tendenza climatica
battaglia climatica

L’Europa non sta vincendo la battaglia climatica a fine 2025

L’Unione Europea si trova in un momento di profonda revisione delle sue ambizioni ecologiche, un passaggio che viene visto dai più scettici come un “bicchiere mezzo vuoto e annacquato” rispetto agli sforzi iniziali del Green Deal. Al contrario, gli ottimisti credono che la semplificazione burocratica e le norme meno severe daranno nuovo slancio alla battaglia climatica, offrendo maggiore competitività alle imprese.

battaglia climatica
battaglia climatica
qualità dell'aria a Napoli

Pessima la qualità dell’aria a Napoli secondo recenti studi

Non sono positivi i risultati sulla qualità dell’aria a Napoli secondo recenti studi. I Medici per l’Ambiente (ISDE) lanciano un grido d’allarme drammatico su Napoli, sostenendo che l’eccessivo flusso turistico, noto come overtourism, sta contribuendo a una crisi sanitaria aggravata da livelli di inquinamento atmosferico record. La sezione metropolitana dell’ISDE (guidata da Marfella, Virgili, Costanzo, Amitrano, Santonicola, Napolitano ed Esposito) ha rilasciato una nota basata sui dati rielaborati dal Progetto ARIA di ISDE Italia, che attingono alle rilevazioni ufficiali dell’Arpa Campania.

qualità dell'aria a Napoli
qualità dell’aria a Napoli
allevamento intensivo

L’allevamento intensivo crea danni anche all’ambiente

L’agricoltura e l’allevamento intensivo, noti per i gravi danni ambientali, presentano anche pesanti e dirette ripercussioni sulla salute umana. Due studi recenti, pubblicati in contemporanea e focalizzati su aspetti diversi, convergono su questa preoccupante conclusione. Il primo studio, condotto da ricercatori della Nanchang University in Cina e pubblicato su Biocontaminant, ha analizzato l’area del lago Poyang, dove sorgono numerosi allevamenti, in particolare di maiali e polli.

allevamento intensivo
allevamento intensivo
elevata criminalità

L’elevata criminalità ha un impatto anche sull’ambiente

Un dato alquanto preoccupante mostra come oltre l’80% della popolazione mondiale risiede in Paesi con elevata criminalità, con l’Europa che registra l’aumento continentale più significativo. La criminalità organizzata si è trasformata in una forza globale, agile e senza confini, capace di sfruttare le vulnerabilità di governi e aziende, infiltrandosi nei sistemi legali e minacciando la resilienza democratica e la fiducia pubblica.

elevata criminalità
elevata criminalità
Bottega Spa

L’ultima trovata di Bottega Spa per tutelare l’ambiente

Bottega Spa, in occasione della Giornata Nazionale dell’Albero del 21 novembre, ha concretizzato il suo profondo impegno ambientale attraverso la piantumazione di cinquecento alberi. Questa iniziativa si allinea perfettamente alla missione aziendale, che da tempo considera la salvaguardia ambientale un pilastro fondamentale per assicurare il benessere sia della popolazione attuale che delle future generazioni.

Bottega Spa
Bottega Spa
ondate di calore

Le ondate di calore iniziano ad essere un problema in Europa

L’attenzione globale è spesso focalizzata sulla necessità di “farsi trovare pronti” di fronte a future pandemie. Tuttavia, un’altra minaccia, subdola e incombente, sta mettendo a dura prova l’Europa: le prossime, intense ondate di calore. Secondo un allarmante studio pubblicato su Nature Climate Change, se le condizioni meteorologiche che hanno generato le peggiori ondate di calore degli ultimi trent’anni dovessero ripetersi oggi, l’impatto in termini di decessi sarebbe catastrofico.

ondate di calore
ondate di calore
Climate Risk Index 2026

Le sentenze del Climate Risk Index 2026 e la posizione dell’Italia sull’inquinamento globale

Il Climate Risk Index 2026, presentato da Germanwatch alla COP 30, traccia gli impatti del cambiamento climatico a livello globale, evidenziando che i Paesi del Sud globale sono i più duramente colpiti. Il rapporto, basato sull’analisi degli ultimi 30 anni (1995-2024), rivela che oltre tre miliardi di persone (circa il 40% della popolazione mondiale) vivono negli undici Paesi più colpiti da eventi estremi come tempeste, inondazioni e ondate di calore.

Climate Risk Index 2026
Climate Risk Index 2026
digital workplace

Il digital workplace serve anche a tutelare l’ambiente

La tecnologia, la pandemia, le nuove abitudini e la quotidianità sconvolta hanno contribuito ad una maggiore diffusione dello smart working e del digital workplace.

Cosa si racchiude nella definizione di workplace?

I digital workplace sono veri e propri ecosistemi virtuali che coniugano nuovi spazi di lavoro e tecnologie di comunicazione innovativi.

Scegliere di utilizzare un digital workplace significa poter beneficiare delle migliori tecnologie all’avanguardia per una comunicazione efficace, della condivisione e della collaborazione anche a distanza del team e, inoltre, consente di continuare la formazione e il trasferimento di contenuti ed informazioni.

digital workplace
digital workplace
obiettivo climatico per il 2040

Come procede il dibattino sull’obiettivo climatico per il 2040 da raggiungere

Il dibattito all’interno dell’Unione Europea sul cruciale obiettivo climatico per il 2040 ha raggiunto una nuova fase, caratterizzata dall’introduzione di una clausola significativa: un vero e proprio “freno di emergenza”. Questa novità è contenuta nell’ultima bozza di compromesso sul target in discussione, messa a punto dalla presidenza danese dell’UE e datata 2 novembre, con l’intento esplicito di facilitare il raggiungimento di un accordo politico al Consiglio Ambiente in programma a breve.

obiettivo climatico per il 2040
obiettivo climatico per il 2040